“Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, senza mitragliatrici e corazze di acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l’affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta,e tuttavia non manchi mai di capirla male.
La capisci male prima d’incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l’incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi a vai a casa, parli con qualcun altro dell’incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. [...] Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capira male e male e poi male, e dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite….. beh, siete fortunati.”
Pastorale Americana
Philip Roth
9 ottobre 2011 at 4:51 pm
“Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando.”
Sembra una scemenza quel proverbio che dice “sbagliando s’impara”, ma è davvero l’unico modo per conoscere il mondo…
9 ottobre 2011 at 7:47 pm
Sbagliare molte volte significa scoprire nuove cose e trovare il modo di riparare a quelle che hanno abbiamo male.
Conta non perseverare negli errori.
Ciao
10 ottobre 2011 at 7:30 pm
Ecco. Quest’uomo ha scritto di me, stasera.
5 novembre 2011 at 4:06 pm
Sì, decisamente è ciò che capita ogni santo giorno anche a me….alle volte è frustrante, altre volte rivelatorio…in ogni caso è inarrestabile….