Se un’emittente televisiva locale vi chiedesse di occuparvi di una rubrica culturale dedicata ai libri come organizzereste il format?
SOS: qualsiasi consiglio mi aiuterà!
Se un’emittente televisiva locale vi chiedesse di occuparvi di una rubrica culturale dedicata ai libri come organizzereste il format?
SOS: qualsiasi consiglio mi aiuterà!
Come si fa a valutare un anno appena passato?
Giorni e giorni pieni, difficilmente individuabili per tutte le cose successe, per i momenti belli e [forse] indimenticabili, per tutti i momenti più brutti e sempre impressi nella memoria.
Questo 2010 è stato uno degli anni più importanti della mia vita.
Un anno in cui ho capito che le cose più scontate, le amicizie che credi faranno sempre parte della tua quotidianità scelgono percorsi differenti da quelli che scegli tu, non sono più tanto sicure, non sono più sotto il tuo controllo.
… e tutto quello che è stato per anni certo e sicuro, ogni tua verità è sfumata in piccoli errori, dubbi, è diventata una bolla di sapone …
È stato un 2010 in cui ho costruito le fondamenta della mia vita. Una laurea da “vendere” in ogni campo, vedermi davanti allo specchio appassionata in settori che mai avrei pensato mi piacessero, scoprire che il 2010 è un inizio per una nuova vita, sicuramente migliore. Un anno in cui ho amato la mia multisettorialità, le mie tante contraddizioni creative. Durante questo vecchio e ormai logorato anno ho imparato ad amare i miei limiti, a vendere ogni mia capacità con il sorriso, a non chiedere niente agli altri per non rimanere delusa. Ho imparato che chi pensi non ti abbandonerà mai potrebbe farlo, senza cattiveria, ma perché ama più se stesso di te; ho capito quanto ho desiderio di conoscere, vedere, sapere …
Ho amato appassionatamente e pianto come poche volte è capitato.
Ma la cosa più importante in assoluto di questo 2010 è l’aver ri-acceso il mio più grande sogno, l’aver capito che non sono niente, che non sarei la vera me senza la mia sete di scrittura, la mia voglia di riempire pagine, di inventare storie, scoprire, giocare con le parole. Ho imparato che posso essere tutto, ma che se smetto di coltivare la mia sete di scrittura [come ho fatto in questi tanti anni] non sarei sincera, non sarei felice.
E gli occhi spenti e senza riflesso, che ho avuto durante gli anni passati, forse d’ora in poi non si vedranno più!
Welcome 2011!!!
Non voglio camminare più in punta di piedi.
Erri De Luca
Mi piace che ieri ero pessimista e in preda al panico e oggi sprizzo di ottimismo e positività.
… che le contraddizioni spesso sono una gran bella cosa ….
Perché questo non significa essere lunatici, no. Significa gestire i propri sentimenti in maniera a volte contrapposta, gestire il mio stato di disoccupazione (a volte chiamasi noia) con più sfumature.
E mi piace questa parte di me.
Il crogiolarmi mentre giro da una camera all’altra riflettendo sulla mia vita, sulle prospettive per un futuro da costruire piano piano. E serate trascorse nella più totale agonia, un’agonia prevista, qualche volta assaporata da lontano, e ora appiccicata alla mia pelle. Un’agonia che in quei giorni di sconforto provo a strappare dalla mia pelle con le unghie che non ho, con la forza che non ho.
Ma poi, non so spiegarmi perché, ci sono quei giorni come oggi in cui sono così serena dentro di me che passeggio da una camera all’altra con il sorriso di chi ha troppe cose da fare.
Perché infondo c’è chi non ha un lavoro ma non saprebbe trovare delle occupazioni quotidiane, si annoierebbe da morire e diventerebbe una vittima della televisione. [non che ci sia niente di male, ben inteso].
Di che cosa mi devo lamentare?
Un giorno trascorro il pomeriggio al computer mentre scrivo recensioni sui libri e i film che vedo, sui prodotti che acquisto, navigo alla ricerca di qualcosa di nuovo e a volte mi alieno su una stessa pagina, minuto dopo minuto.
E poi guardo la televisione, anche due telegiornali a serata, e interviste, critiche, riviste di informazione ma anche di gossip … e leggo tanti libri come quando ero adolescente, vedo qualche film, a volte in compagnia di un abbraccio, a volte sola con le gambe distese per non aver dolori muscolari.
Vado in palestra due volte la settimana (fra poco le due volte diventeranno tre) e mi diverto tantissimo. Esco con le poche amiche che mi sono rimaste, quelle che mi regalano momenti veri e sinceri, che mi ascoltano perché hanno piacere di farlo, senza secondi fini. Il sabato o la domenica mangio la cosa che più mi piace, la pizza, e nel mentre coltivo sentimenti che mi riempiono il cuore. Ogni lunedì faccio il mio solito turno di volontariato e ogni venerdì del mese frequento un corso di formazione che mi affatica la mente ma mi permette di conoscere persone meravigliose.
Dimentico tutto ciò che in questo momento non mi rende serena, e penso che oggi mi piaccio per tutte le mie contraddizioni.
… Per le volte in cui mi sento fortunata e mi accontento, ma anche per le volte in cui vorrei una via di uscita che invece non c’è e aspetto che passi la mia tristezza …
Oggi non ho nessun perché. Oggi leggo Jane Austen e mi basta.