Selezionare i saluti.

Uscire comporta dei rischi, e in questi giorni sto uscendo più del solito.

E’ un bel periodo questo. Le occasioni si presentano senza chiederle, e mi sembra quasi di poter dire che la ruota gira dalla mia parte. (MAI cantare vittoria).

Io credo ci siano momenti migliori di altri, MOMENTI in cui ti senti leggera e QUASI FELICE.  Ci sono anche i MOMENTI DI SPOSSATEZZA e stress.

… e non hai tempo per far nulla, e forse non ne avresti nemmeno voglia.

E i MOMENTI DI APATIA? mi stanca anche solo scriverne. Poi ci sono i MOMENTI DI TRISTEZZA, e non a caso li ho lasciati per ultimo. In quegli attimi tutto è pesante, e non hai la forza nemmeno di piangere.  Sei delusa di te stessa, e della vita.  E non reagisci perchè pensi di meritare quella tristezza incessabile.  Sei incompresa e spesso irascibile, e la cosa più normale  è pensare che da quella situazione NON ne uscirai mai. 🙂

In questi mesi è un periodo di spensieratezza e indifferenza. Mi sento scivolare le malelingue e non mi accorgo di nulla se non di chi mi ama. Trascorro le giornate a fare quello che mi piace fare, e coltivo le mie amicizie e i miei amori.  Leggo ogni secondo libero, e mi vedo sorridere senza un motivo preciso.

Poi esco più del solito. Il mio guscio “no-sense” l’ho messo da parte per qualche tempo,  e trovo sia la cosa più naturale per questo momento.

E così esco, ma uscire comporta dei rischi. Incontri inaspettati, non voluti. Indifferenza istantanea che mi lascia comunque amarezza.  Eppure dovrei essere arrabbiata. Eppure un’amica dovrebbe trattarti bene, e non ferirti.  Ma queste sono solo parole, e non credo ne valga la pena.

Il fatto è che o cambio paese e mi trasferisco a breve, oppure più passa il tempo più selezionerò i saluti.

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Sfogliando un quotidiano …

L’ombra è in rapporto con la luce. Che ombra proietta quella in cui crede?

Ho sempre sentito come luce il nostro passato, tutto ciò che abbiamo fatto allora, che ha generato un esempio morale.

Luis Sepulvèda

Questo scrittore mi ha insegnato la passione per le parole, per i libri, le storie … Lui mi ricorda la mia adolescenza, e l’amore che ho sentito per tutti i suoi libri.

Quello che non ho.

Mi sembra di perdere tutte le sicurezze che ho.

È una sciocchezza, è vero, ma ho paura ugualmente. Ho passato tre anni fuori casa e ho vissuto come se fossi sola da sempre. Certe volte l’indipendenza mentale non conta. In quei tre anni facevo tutto quello che volevo. Mi svegliavo in assoluto silenzio, e non c’era mia madre che parlava con i miei fratelli discoli. Mangiavo all’ora che mi andava, e soprattutto spolveravo e pulito ai miei orari. Non c’era nessuno a dirmi quello che dovevo e NON DOVEVO fare, ed era bello gestirmi da sola.  Avevo una stanza tutta per me, e mia sorella non era lì a condividere nulla. Sono rimasta in quell’ambiente anche se potevo tornare a casa, e ho aspirato tutto il silenzio che  mi rendeva migliore. Il fine settimana ritornavo a casa e m’infastidivano i rumori, le discussioni. Mi sentivo in colpa di quello che provavo, perché la mia famiglia numerosa mi dava fastidio.

Mi disturbava.

Poi sono ritornata a casa mia, e mi sono riabituata a tutti loro. Ho costruito tante cose in questi anni. Nuove amicizie nel mio paese, attività di volontariato, la palestra tre volte a settimana, e soprattutto ho imparato nuovamente a urlare per farmi capire a pranzo e a cena. Sono ritornate le polemiche, i dialoghi sempre attivi, le lotte per guardare la televisione, sky e le troppe partite di contorno alle giornate. Perché AMO LA MIA FAMIGLIA. E amo anche il mio paese. Che non offre niente, ma che mi permette di essere serena e non sempre insoddisfatta.

Qualche giorno fa ho scoperto di aver vinto una borsa di studio compresa di alloggio, ed è molto probabile che dovrò riandare a vivere fuori. Mi sento ridicola. Sono comunque vicina a casa mia, e questa opportunità non ho mai immaginato di poterla ricevere. Mi sono paralizzata dalla sorpresa e tuttora penso che non sia possibile. Non è possibile che farò il mio ultimo anno all’università con tutti questi vantaggi. Io di vantaggi non ne ho mai avuto.

La felicità è intrisa di paura. Nuove cose per me, nuovo adattamento. Ed è strano perché sino a qualche giorno fa non vedevo l’ora di andare via da qui. Ed è strano sapere che devo pensare al trasloco. A tutto quello che ho nella mia casa e che lì non ci sarà. E niente più viaggi quotidiani, niente più panini tra i banchi, NIENTE PIU’ SACRIFICI.

Mi potrò svegliare un’ora prima di una lezione, e potrò andare dalla mia tesista ogni qualvolta ne avrò voglia.
Non potrò iscrivermi in palestra. E mi trovavo bene. C’erano le mie amiche ed era un’occasione per vederle. Nel mio paese c’erano mille cose che mi piacevano.

Sono PAZZA.

Quello che non ho,

è quello che non mi manca.

Se il tempo si fermasse a settembre.

E’ strano come quest’anno non vorrei che l’estate finisse.

Di solito non aspetto altro.

Mi piacciono i maglioncioni da portare in inverno, e stare vicino al camino a guardare la televisione. Mi piace il freddo, la pioggia alla finestra, e la voglia di non uscire. E non sono amante del grande caldo. Non sopporto il sole al mare, e non riesco a stare sull’asciugamano a mò di lucertola. Non sapevo nuotare fino all’anno scorso, e non ho mai fatto una vacanza estiva più lunga di tre giorni. Non ho una casa al mare, e vivo in un paese collinare.

Saranno tutte queste cose che mi hanno sempre fatto amare il freddo. Gli anni passati non vedevo l’ora arrivasse settembre per la frenesia di cominciare un nuovo percorso, una nuova stagione ricca d’impegni. E pensavo: chissà come sarà questa volta? Chissà come festeggerò il natale e le feste?

Oggi penso a quanto vorrei si fermasse il tempo e non arrivasse l’autunno. Ho amato quest’estate, mi sono sentita libera da tutto.

Non ho prenotato vacanze lussuose né ho mille cose da raccontare, ma è stato impagabile svegliarmi senza pensieri, e ansie. Mi sono sentita serena, e avevo sempre le giornate piene di me stessa. Questa sensazione mi ha ricaricato da tutti i brutti pensieri invernali, e dai viaggi in pullman e i panini consumati velocemente.

E poi sono andata finalmente in Corsica, dopo anni che desideravo farlo.

E ho trascorso serate indimenticabili che solo in estate puoi vivere. Perché ci sono i vestitini all’aria, e il trucco leggero e fresco. E il sole che ti fa socchiudere gli occhi, la voglia di venticello che non arriva.

Ora lascio questa estate con un po’ di malinconia, perché mi aspettano giorni intensi e anche un po’ tristi, e quest’anno non ho voglia di sapere come sarà stavolta. Non ho voglia di chiedermi come festeggerò le feste di natale.

Vorrei solo che il tempo si fermasse a settembre.

settembre