Incontro con l’autore

Venerdì sono andata al “festival del racconto” , organizzato dal paese natale di mia madre. Ho partecipato a tanti incontri con l’autore, e ho sentito molto scrittori raccontare del perché fanno questo mestiere.

Gli scrittori non parlano soltanto di un libro appena sfornato, è tutta un’altra storia.

È strano andare a sentire uno scrittore, che poi è mio cugino. Ha solo qualche anno più di me, ed è così gentile, pacato e umile che non sembra un intellettuale.
… e poi lo vedi che passeggia mano nella mano con tua madre e la voglia di fargli mille domande è scomparsa ….
Scompare tutto.
Hai l’opportunità di chiedere tante cose, ma non lo fai perché è tuo cugino e continui a vederlo così come l’hai sempre visto.

Durante il festival parlava di quanto è importante fare un lavoro che ti piace, di quanto è bello sentirsi fortunati per quello che si fa ….
Io mi sono chiesta se vale la pena rincorrere una meta che non è la tua.
…. e accontentarsi di fare qualcosa d’interessante e bello, ma che non è tuo.
Qualcosa che tocchi, ma non stringi.
Qualcosa che non abbracci.

L’altro giorno è scattata dentro me una scintilla che da tempo tengo nascosta tra la cenere.
Ora è difficile tornare indietro.

Buon Anno a tutti.

Punto.

Ora dovrei essere in palestra. E invece sono rimasta a casa per guardare “Il milionario” e ascoltare musica mentre sono al pc.

Ho trovato mille scuse per non andare in palestra. Mi fa male il piede, il ginocchio non regge lo sforzo dell’attività fisica, l’insegnante sta iniziando ad annoiarmi troppo …

potrei continuare…

eppure non è solo pigrizia.  Oggi mi sono svegliata stanca, e triste.

Senza motivo.

Mi sono svegliata con la voglia di litigare per qualsiasi stupidata. E ascoltare solo canzoni malinconiche.

Mi sono svegliata con la voglia di urlare (e urlare): VOGLIO ANDARE VIA DA QUI!

Andare via da questa vita fortunata. Ogni cosa mi va stretta, e non mi soddisfa. Voglio andare via da questo paese che non offre niente. E voglio finire l’università per trovarmi un lavoro perchè ora SONO DAVVERO STANCA.

Sono stanca di tutto.

Punto.

E oggi non si può andare a capo.