Ogni lasciata è persa.

Il 2010 è iniziato tra influenza, frenesia e ansia.
Sarà una dote innata quella di cacciarmi in situazioni complicate e all’ultimo respiro.
Non è colpa mia se devo fare mille cose e ne sento il peso … e correre da una parte all’altra per cercare di far tutto.
La mattina è faticoso svegliarmi perché sono sempre stanca. Eppure non dovrei lamentarmi. Anche se sento gli occhi che bruciano sono quasi arrivata al traguardo, e dovrei tacere.

Aspetto da molto un anno come questo.

… perché sarà un anno di sfide e rivincite … un anno di decisioni.

Il mio 2009 è stato essenziale e sorridente. Mi sono ricreduta sulle persone che mi circondano, e sono diventata cinica e indifferente verso chi lo ha meritato.
Mi sono stupita dei gesti spontanei e sentiti, delle coccole inaspettate e delle mie potenzialità. Più di ogni altra cosa mi sono stupita dei miei desideri nascosti e riemersi durante i mesi. Non è stato facile abbattere i pregiudizi verso me stessa, smascherarmi e vivermi.

… perché spesso si parla dei rapporti con gli altri, di ciò che si ha e di ciò che si perde.  Ẻ più facile.

Durante quest’anno è stato fondamentale pensare a me, al rapporto contrastante con le mie passioni e con i miei sogni, al rapporto con la mia voglia di fare. Ẻ stato un anno essenziale per scegliere in quale direzione andare.
Sono stati mesi di contrasto, perché è una fortuna destinata a pochi fare quel qualcosa che ti piace veramente.

In questo 2009 ho scoperto nuove realtà e le ho assaporate appieno. Ẻ stato come un anno di preparazione a una nuova fase della vita.

… un anno di amore sincero per te, e di poche lacrime …
… un anno di amore sincero per me, e di tante lacrime per quello che ho dovuto lasciare.