Non sono.

Non sono più una studentessa.
Ora non so cosa sono, ma questo è già un inizio.

La laurea è stata bellissima, meglio non poteva andare. Non avevo aspettative, ed è stato un bene, perché mi sono ritrovata immersa in una situazione che non avevo né previsto né sognato.

… che a sognare per poi star male non vale la pena, e se poi le cose non vanno come credi è una fregatura ….

Ho cercato con tutta me stessa di non programmare, mi piaceva così!

Mi piaceva arrivare al momento della discussione senza sapere cosa avrei fatto, detto, sentito. E sono contenta che [quasi] tutte le persone che amo facevano a gara per ricevere le mie attenzioni. La loro vicinanza è stata palpabile e mi sono sentita desiderata e voluta bene. Ho creduto fino all’ultimo che mi sarei emozionata, di malavoglia, e ho lottato fino all’ultimo per restare impassibile.
A volte è necessario.
Qualche piccolo dispiacere non è mancato, ma è passato in secondo piano rispetto a tutto il calore umano che ho percepito. Non mi sono mai sentita così festeggiata, giusto per far capire.

Poi sono trascorsi i giorni, e ho continuato a svegliarmi presto come sempre.
Avevo previsto vacanze, relax e grandi letture.
Avevo pensato a mille attimi solo per me.

Mi frulla per la testa solo il fatto che non sono più una studentessa. E ora che non so cosa sono difficilmente digerisco questo non essere.

È meglio che vada a “spolverare” i miei regali.

Immagino l’amore e ringrazio.

Dovete immaginarvi due che si amano … che si amano. E lui deve partire. Fa il marinaio. Parte per un lungo viaggio, in mare. Allora lei ricama con le sue mani un fazzoletto di seta … ci ricama sopra il suo nome.
–  June.

–  June. Lo ricama con un filo rosso. E pensa: lui lo porterà sempre con sé, e questo lo difenderà dai pericoli, dalla tempesta, dalle malattie …
–  Dai pesci grandi.
–  … dai pesci grandi.
–  Dai pesci banana.
–  … da tutto. Ne è convinta. Però non glielo dà subito, no. Prima lo porta nella chiesa del suo villaggio e al prete dice: me lo dovete benedire. Deve proteggere il mio amore, e voi lo dovete benedire. Così il prete lo posa lì, davanti a sé, si china un po’ e con un dito ci sopra una croce. Dice una croce. Riuscite a immaginarlo? Un gesto piccolissimo. Il fazzoletto, quel dito, la frase del prete, gli occhi di lei, che sorridono. Ce l’avete bene in mente?

A. Baricco, Oceano Mare

I ringraziamenti alle persone che amo erano d’obbligo, si.

….

I ringraziamenti finali vanno a tutta la mia famiglia, per avermi permesso di studiare con serenità, per essermi stata vicina con critiche e “applausi”, sempre con il cuore.

Un grazie a G. per avermi ascoltato ad ogni ora del giorno, per i consigli, gli incoraggiamenti e soprattutto perché senza di lui questo momento non avrebbe la stessa emozione.
E un grazie di gruppo alle mie più care amiche, C., S., M., L.C., M., D., perché anche se non hanno condiviso lo stesso percorso di studi mi sono state sempre affianco con comprensione e vero affetto.

Il mio ringraziamento speciale va a zietta per il suo bene incondizionato e puro, per le confidenze irraccontabili e perché lei nella mia vita è sempre stata presente e sempre lo sarà.

Concludo il mio lungo e mieloso elenco di grazie con qualche parola per la mia compagna di disavventure L., che ringrazio in maniera particolare per tutti gli anni universitari che  ho trascorsi insieme a lei.
… per le nostre insicurezze, per le battaglie perse e quelle vinte, per aver diviso ogni cosa …
Con la speranza e l’augurio di continuare un nuovo percorso di vita insieme, perché infondo, ormai è diventata la mia ombra.

Un grazie anche a me stessa, perché me lo merito!