Colpire dove non puoi difenderti

Tu eri la verità, il mio confine, 
                   la mia debole rete,
                   ma mi sono schiantata
contro l’albero del bene e del male,
ho mangiato anche io la mela
della tua onnipresenza
e ne sono riuscita
vuota di ogni sapienza 

Alda Merini 

 

Quando arriva la sconfitta smetti di pensare. Smetti di credere. Di ridere.
Arriva senza preavviso, senza un motivo valido, ti colpisce dove non puoi difenderti.

È una sconfitta lenta, agghiacciante, che ti leva il terreno in cui cammini ogni giorno da tempo, serenamente. È una sconfitta che vorresti distruggere, prendere a calci, morsi e pugni.
Inutile.
Troppo tardi. Ti ha annientato.

Strano come qualcosa di così astratto possa avere così potere. Strano quanto reale.

… eppure litigare spesso aiuta a spiegarsi, conoscersi, capirsi … aiuta a trovare una stabilità di coppia più pura e giusta, di quelle che ti fanno andare avanti per un percorso definito.
Ma io dal litigio ne sono uscita sconfitta.

Senza avere offeso, senza aver ricevuto una parola più mite o soltanto più leggera, con sola indifferenza.

Il peso delle parole rimbomba dentro la mia testa, dopo una notte insonne e priva di forze.
Non trovo consolazione nella mia sconfitta. Solo rabbia per una debolezza che non vorrei avere. E certezze che mi passano davanti mentre mantengo congelate lacrime che oggi non sono meritate.