Non ruberete i miei sogni

e  pensò che quando  si è veramente soli è il momento di misurarsi con il proprio io egemone che vuole imporsi sulle coorti delle anime. 

A.Tabucchi 
Sostiene Pereira

Mesi di silenzio e di sbalzi d’umore.
Di attimi spesi fino all’ultimo secondo.
Di occasioni colte.
Di cattive parole vomitate guardandomi negli occhi.

In questi mesi il mio silenzio corrisponde a consapevolezza.
…perché ho capito che l’invidia delle persone che mi circondano non potrà mai finire. E quei sorrisi che mi rendono migliore, fare spallucce con superiorità agli insulti e alle provocazioni alimenta ulteriori gelosie.

E allora, quando si supererà il limite? Quando arriverà il giorno in cui ogni scusa non avrà valore, ogni riappacificazione darà spazio solo a sguardi assenti?

La mia indifferenza è così tagliente che mi ritrovo ad essere felice di dare fastidio, mi piace non guardarvi negli  occhi se mi insultate, non degnarvi di nessuna attenzione mentre vi pavoneggiate senza meriti.
Perché io in questi mesi di silenzio mi sono aggrappata alla disperazione e ho cercato uno spiraglio di luce, una via d’uscita da tutta la mediocrità che mi sta attorno. Ho combattuto per i miei sogni, e me li sono ripresa con forza e amore.
Sogni trascurati e non coltivati, pronti a marcire nel profondo del mio cuore.
Il mio silenzio ha dato spazio a una nuova vita, la vita di una donna che non rinuncerà più!

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2 thoughts on “Non ruberete i miei sogni

  1. Il mondo è pieno di gente mediocre. Tutto sta nel non abbassarsi al suo livello, senza paura di sembrare spocchiosi o presuntuosi. Il fatto è, semplicemente, che si viaggia su due lunghezze d’onda differenti.

    Un abbraccio ed un augurio per questa “nuova vita” 🙂
    Scrutatrice

  2. E’ difficile confrontarsi con gli altri, avere uno o mille problemi, sentirsi preso in giro, incompreso del tutto e stare pure male…ma dà fastidio agli altri allora te lo devi tenere, ecc. ecc. Se ti sei tenuta stretta i sogni è a posto: è tutto. Poi, sai, non credo che gli altri siano mediocri. E’ quello che Quino fa dire a Mafalda in una sua vignetta, pubblicata da poco in una raccolta: “siete diventati adulti perché non avete avuto scelta” – e lo dice con dispiacere, perché confrontarsi con le responsabilitò e la vita non è semplice per nessuno. Credo che per molti sia così, purtroppo e poi saltano fuori i drammi… 😦

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