Domeniche letterarie

Non posso più fare a meno delle mie domeniche di libri. Nelle mie domeniche letterarie trascorro il tempo a leggere libri differenti da quelli che leggo in settimana e mi rilasso in un modo così dolce e puro che non potrei sostituire con altro. La mia ultima domenica passata in compagnia di Michela Murgia, con il suo ultimo romanzo/racconto «L’incontro» l’assaporo ancora come se si fosse fermato il tempo.
Oggi è lunedì ma attendo con ansia che arrivi una nuova domenica.

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# dei cambiamenti

É arrivato il momento di dare una svolta alla mia vita e soprattutto al mio blog.
In questo spazio non c’è più posto per questa parte di me, così emotiva e sensibile, a volte troppo aperta.

Il mio blog ha bisogno di freddezza e caparbietà, di un cambiamento.
Non so ancora cosa ne sarà di lui ma credo che ne valga assolutamente la pena!

Non ruberete i miei sogni

e  pensò che quando  si è veramente soli è il momento di misurarsi con il proprio io egemone che vuole imporsi sulle coorti delle anime. 

A.Tabucchi 
Sostiene Pereira

Mesi di silenzio e di sbalzi d’umore.
Di attimi spesi fino all’ultimo secondo.
Di occasioni colte.
Di cattive parole vomitate guardandomi negli occhi.

In questi mesi il mio silenzio corrisponde a consapevolezza.
…perché ho capito che l’invidia delle persone che mi circondano non potrà mai finire. E quei sorrisi che mi rendono migliore, fare spallucce con superiorità agli insulti e alle provocazioni alimenta ulteriori gelosie.

E allora, quando si supererà il limite? Quando arriverà il giorno in cui ogni scusa non avrà valore, ogni riappacificazione darà spazio solo a sguardi assenti?

La mia indifferenza è così tagliente che mi ritrovo ad essere felice di dare fastidio, mi piace non guardarvi negli  occhi se mi insultate, non degnarvi di nessuna attenzione mentre vi pavoneggiate senza meriti.
Perché io in questi mesi di silenzio mi sono aggrappata alla disperazione e ho cercato uno spiraglio di luce, una via d’uscita da tutta la mediocrità che mi sta attorno. Ho combattuto per i miei sogni, e me li sono ripresa con forza e amore.
Sogni trascurati e non coltivati, pronti a marcire nel profondo del mio cuore.
Il mio silenzio ha dato spazio a una nuova vita, la vita di una donna che non rinuncerà più!

Tuffarsi in un folle gennaio

In questi mesi di silenzio ho passato il tempo libero a leggere.
Leggere nuovi autori, nuove parole.
Leggere più libri contemporaneamente.
Mischiare generi e copertine, sorrisi e lacrime per storie che d’ora in poi fanno parte di me.

Ho trascurato il blog senza pensare a quanto è bello scrivere un post, e anche se questi mesi sono stati piacevoli e sereni ora sento la mancanza della mia vita cibernetica.
Quando sono stata sul web ho cercato di capire come si fa questa complicata migrazione da un blog di splinder a wordpress .
Punto.

Poi ho aspettato che arrivasse natale con più emozione del solito, felice di sentire una nuova famiglia adorabile e tanta voglia di acquistare regali per tutti.  È stata una fine dell’anno ricca di sorprese e premi, di risparmi forzati aspettando i saldi, di ferie inaspettate e gradite. Una fine dell’anno meno fredda del solito, tra conferme che ti scaldano il cuore e i soliti dispiaceri che lo fanno impazzire.
… e pensierini che desideravi da tanto, visi felici di averti accontentato, risvegli più rilassanti del solito.

Poi è iniziato un folle gennaio. Sono arrivate le spese pazze dei saldi in cui mi sono tuffata come ho sempre sperato di fare, la soddisfazione di aver [quasi] ottenuto l’obiettivo economico che mi ero prefissata il giorno in cui ho iniziato a lavorare, la possibilità di nuovi viaggi in questo 2012.

 E date importanti da festeggiare, un contratto a tempo indeterminato da inaugurare…

Se dopo tutto questo riuscissi a stabilire nuovi obiettivi e nuove sfide con me stessa sarebbe più semplice realizzare i miei sogni. Che si sa che quando arriva il nuovo anno ci si inebria di buoni propositi e belle parole.  Perché  se la lista dei buoni propositi non la si fa a gennaio perderebbe tutto il suo empatico significato.

Sono quasi pronta per stilare l’elenco per il mio nuovo anno!

Prima tappa in Sicilia

Dopo tanta attesa è arrivato il giorno della mia partenza in Sicilia.
Ho aspettato anni prima di decidermi a fare il biglietto, volevo essere pronta io, ma soprattutto volevo che fosse pronto lui e la mia famiglia. Desideravo partire con leggerezza, senza pensare che c’era qualcuno scontento e preoccupato. E quando ho “chiesto” di partire e ho ricevuto un sorriso spontaneo ho capito che avevo scelto il momento giusto.

I dieci giorni in Sicilia sono stati meravigliosi, una delle vacanze più belle che abbia fatto. Sono partita sola, senza avere pensieri i giorni prima e con l’emozione di chi sta iniziando un nuovo percorso di vita.
È stato tutto troppo semplice, come piace a me.

… Il viaggio in aereo dopo mesi che non lo prendevo, la felicità di scoprire una terra sconosciuta alla quale sono comunque legata, la curiosità di assaporare un altro modo di vivere.

Mi sono lasciata andare e ho trattenuto per me le grandi emozioni.

Mi hanno accolto, coccolato, amato come una di loro; mi hanno dato emozioni che mai avevo ricevuto.
Io che detesto stare al centro dell’attenzione, che traggo riflessioni ascoltando gli altri mi sono ritrovata ad essere quotidianamente al centro dell’attenzione.

Guardata. Rivelata. Lusingata.

Sono rimasta molto sorpresa di sentire così tanto affetto nei miei confronti. Le mie abitudini sarde non mi hanno aiutato ad essere cortese come sono loro, ma me la sono cavata con la spontaneità e un po’ di sano autocontrollo.

Ho cercato di essere me stessa e di non far vedere a nessuno quello che ho provato nel capire quanto c’è di vero e di bello nella mia vita e nel rapporto che da tempo coltivo con amore.

I dieci giorni sono volati tra visite ai vari paesi, acquisti folli, attenzioni romantiche e regali di tacita approvazione.
Le tante emozioni non mi permettono di raccontare altro di questo viaggio:  è tutto troppo grande.
E ritornare alla mia solita vita è impensabile.

Mi sono sentita troppo amata, ecco!

Siracusa – Teatro Greco

# del capire la gente

“Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, senza mitragliatrici e corazze di acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l’affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta,e tuttavia non manchi mai di capirla male. 

La capisci male prima d’incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l’incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi a vai a casa, parli con qualcun altro dell’incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. […] Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capira male e male e poi male, e dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite….. beh, siete fortunati.”

 

Pastorale Americana

Philip Roth