Punto.

Ora dovrei essere in palestra. E invece sono rimasta a casa per guardare “Il milionario” e ascoltare musica mentre sono al pc.

Ho trovato mille scuse per non andare in palestra. Mi fa male il piede, il ginocchio non regge lo sforzo dell’attività fisica, l’insegnante sta iniziando ad annoiarmi troppo …

potrei continuare…

eppure non è solo pigrizia.  Oggi mi sono svegliata stanca, e triste.

Senza motivo.

Mi sono svegliata con la voglia di litigare per qualsiasi stupidata. E ascoltare solo canzoni malinconiche.

Mi sono svegliata con la voglia di urlare (e urlare): VOGLIO ANDARE VIA DA QUI!

Andare via da questa vita fortunata. Ogni cosa mi va stretta, e non mi soddisfa. Voglio andare via da questo paese che non offre niente. E voglio finire l’università per trovarmi un lavoro perchè ora SONO DAVVERO STANCA.

Sono stanca di tutto.

Punto.

E oggi non si può andare a capo.

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Selezionare i saluti.

Uscire comporta dei rischi, e in questi giorni sto uscendo più del solito.

E’ un bel periodo questo. Le occasioni si presentano senza chiederle, e mi sembra quasi di poter dire che la ruota gira dalla mia parte. (MAI cantare vittoria).

Io credo ci siano momenti migliori di altri, MOMENTI in cui ti senti leggera e QUASI FELICE.  Ci sono anche i MOMENTI DI SPOSSATEZZA e stress.

… e non hai tempo per far nulla, e forse non ne avresti nemmeno voglia.

E i MOMENTI DI APATIA? mi stanca anche solo scriverne. Poi ci sono i MOMENTI DI TRISTEZZA, e non a caso li ho lasciati per ultimo. In quegli attimi tutto è pesante, e non hai la forza nemmeno di piangere.  Sei delusa di te stessa, e della vita.  E non reagisci perchè pensi di meritare quella tristezza incessabile.  Sei incompresa e spesso irascibile, e la cosa più normale  è pensare che da quella situazione NON ne uscirai mai. 🙂

In questi mesi è un periodo di spensieratezza e indifferenza. Mi sento scivolare le malelingue e non mi accorgo di nulla se non di chi mi ama. Trascorro le giornate a fare quello che mi piace fare, e coltivo le mie amicizie e i miei amori.  Leggo ogni secondo libero, e mi vedo sorridere senza un motivo preciso.

Poi esco più del solito. Il mio guscio “no-sense” l’ho messo da parte per qualche tempo,  e trovo sia la cosa più naturale per questo momento.

E così esco, ma uscire comporta dei rischi. Incontri inaspettati, non voluti. Indifferenza istantanea che mi lascia comunque amarezza.  Eppure dovrei essere arrabbiata. Eppure un’amica dovrebbe trattarti bene, e non ferirti.  Ma queste sono solo parole, e non credo ne valga la pena.

Il fatto è che o cambio paese e mi trasferisco a breve, oppure più passa il tempo più selezionerò i saluti.

Quello che non ho.

Mi sembra di perdere tutte le sicurezze che ho.

È una sciocchezza, è vero, ma ho paura ugualmente. Ho passato tre anni fuori casa e ho vissuto come se fossi sola da sempre. Certe volte l’indipendenza mentale non conta. In quei tre anni facevo tutto quello che volevo. Mi svegliavo in assoluto silenzio, e non c’era mia madre che parlava con i miei fratelli discoli. Mangiavo all’ora che mi andava, e soprattutto spolveravo e pulito ai miei orari. Non c’era nessuno a dirmi quello che dovevo e NON DOVEVO fare, ed era bello gestirmi da sola.  Avevo una stanza tutta per me, e mia sorella non era lì a condividere nulla. Sono rimasta in quell’ambiente anche se potevo tornare a casa, e ho aspirato tutto il silenzio che  mi rendeva migliore. Il fine settimana ritornavo a casa e m’infastidivano i rumori, le discussioni. Mi sentivo in colpa di quello che provavo, perché la mia famiglia numerosa mi dava fastidio.

Mi disturbava.

Poi sono ritornata a casa mia, e mi sono riabituata a tutti loro. Ho costruito tante cose in questi anni. Nuove amicizie nel mio paese, attività di volontariato, la palestra tre volte a settimana, e soprattutto ho imparato nuovamente a urlare per farmi capire a pranzo e a cena. Sono ritornate le polemiche, i dialoghi sempre attivi, le lotte per guardare la televisione, sky e le troppe partite di contorno alle giornate. Perché AMO LA MIA FAMIGLIA. E amo anche il mio paese. Che non offre niente, ma che mi permette di essere serena e non sempre insoddisfatta.

Qualche giorno fa ho scoperto di aver vinto una borsa di studio compresa di alloggio, ed è molto probabile che dovrò riandare a vivere fuori. Mi sento ridicola. Sono comunque vicina a casa mia, e questa opportunità non ho mai immaginato di poterla ricevere. Mi sono paralizzata dalla sorpresa e tuttora penso che non sia possibile. Non è possibile che farò il mio ultimo anno all’università con tutti questi vantaggi. Io di vantaggi non ne ho mai avuto.

La felicità è intrisa di paura. Nuove cose per me, nuovo adattamento. Ed è strano perché sino a qualche giorno fa non vedevo l’ora di andare via da qui. Ed è strano sapere che devo pensare al trasloco. A tutto quello che ho nella mia casa e che lì non ci sarà. E niente più viaggi quotidiani, niente più panini tra i banchi, NIENTE PIU’ SACRIFICI.

Mi potrò svegliare un’ora prima di una lezione, e potrò andare dalla mia tesista ogni qualvolta ne avrò voglia.
Non potrò iscrivermi in palestra. E mi trovavo bene. C’erano le mie amiche ed era un’occasione per vederle. Nel mio paese c’erano mille cose che mi piacevano.

Sono PAZZA.

Quello che non ho,

è quello che non mi manca.

Un futuro lontano.

Tutte le mie amiche lavorano, e non importa se alcune non hanno continuato gli studi e si sono fermate al diploma. Il fatto è che quando hai 26 anni ci sono esigenze diverse rispetto a prima, ed è frustante controllarle. Anni fa le tenevo a bada, ora mi sento senza forze e vorrei un antidoto per tutto questo.
Non significa essere materialisti, ma tutti questi anni di studi sono stati solo un continuo sacrificio, e arriva un momento in cui aspetti la fine con bramosia!
Tre esami per laurearmi non sono tantissimi, lo so anche io; e se considero che per un anno intero ho lavorato e non sono riuscita a fare tanti esami non mi sento una lavativa.

Però ….

So benissimo che dopo la laurea finiscono le ansie dallo studio, e ne iniziano altre ben diverse, e devi fare i conti con la ricerva di un lavoro, con l’accontentarsi di quello che si trova in quel momento. So che i sacrifici non finiscono mai, ma mi sembra triste non aver ancora iniziato a essere grande.
E se volessi un futuro tutto per me? Se volessi dei bambini? Indipenza? una casa tutta mia?

Sembra tutto lontano, impossibile.
E vorrei solo che questi mesi VOLASSERO!