Il mio test letterario

Ispirata da Valentina e Karina890 che hanno postato le risposte sui loro blog ho deciso anch’io di far sapere qualcosa di me e le mie letture attraverso un test letterario. Un test che aiuta a capire qualcosa in più di me.

Ed ecco allora le mie risposte.

1) Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?

Scelgo in base al titolo, se si crea empatia posso pure lasciar perdere una lettura e iniziare subito a leggerlo. Ma non solo.
Scelgo anche in base ai consigli delle amiche: se hanno letto qualcosa che mi raccomandano segno nell’agenda per poi iniziarlo appena posso! Capita però anche di farmi influenzare da qualche recensione, soprattutto da quando nel mio sito la sezione dedicata ai libri è molto curata. Scopro che alcuni romanzi che non avrei mai considerato potrebbero piacermi.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

La maggior parte dei libri li compro in libreria ma avendo anche il kindle è da quasi un anno che acquisto gli ebook su amazon.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Ho una scorta di libri da leggere e continuo ad acquistare nuovi libri senza mai aspettare di finire le mie letture. Ho come la fobia di poter restare senza libri, quando poi sarebbe proprio impossibile, perché basterebbe correre in biblioteca e si risolverebbe subito il problema!

4) Di solito quando leggi?

Leggo quando non faccio altro, nel senso: mentre sono sul divano e gli altri guardano la tv, dopo pranzo prima di ritornare a lavoro e dopo cena prima di andare a letto. E poi leggo in bagno (eh eh)

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Di solito no, però ci sono dei momenti in cui ho voglia di leggere piccoli romanzi da assaporare subito e degli altri che invece non importa se ho per le mani un mattone di 500 pagine. Compro ugualmente il libro senza pensare alle pagine ma non è detto che lo inizi subito.

6) Genere preferito?

A pari merito i classici e i thriller… non potrei scegliere chi sta sul podio perchè sono due generi totalmente diversi.

7) Hai un autore preferito?

Si, Paul Auster. Per qualche anno l’ho dimenticato ma poi quando riprendo in mano le sue creature non riesco a smettere di amarle.

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Un giorno trovai a casa un romanzo per bambini, La piccola principessa. Avevo sette/otto anni, non lo ricordo.
L’ho letto in pochissimo tempo e subito dopo averlo finito ho voluto rileggerlo un’altra volta. In quel momento ho capito che non avrei mai smesso di leggere e non ci sarebbe stato un giorno senza che io potessi fare a meno dei libri. Ho continuato con “Pattini d’argento” e “20.000 leghe sotto i mari” e ho cercato tutti i libri che avevo a casa, che poi erano tantissimi. *-*

9) Presti libri?

Raramente. Tempo fa ero molto più possessiva, non li prestavo e nemmeno li facevo vedere. Con il tempo sono cambiata e ho prestato uno dei miei libri preferiti ad una cara amica. Non gliel’ho più chiesto e mi piace pensare che uno dei miei tesori lo conservi lei.

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Anche in questo sono cambiata con gli anni. Prima non riuscivo a leggere più storie contemporaneamente. Ora invece ho il libro per tutti i giorni, quello della domenica, quello dei momenti tristi e quello per gli attimi leggeri. Sono in continua evoluzione letteraria e ho bisogno di alternare le letture.

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Mia madre è come me. Dopo che fa i piatti si mette a leggere. Mi ha rubato il kindle senza farsi problemi e mi sgrida se non le porto qualcosa di nuovo in casa. Anche mia sorella legge, ma con molta pigrizia e una volta ogni tanto.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Dipende dal libro e dal momento. Ieri ho terminato una lettura dopo un giorno e mezzo, in compenso ho un romanzo da un mese. Purtroppo conta molto il tempo che hai. Sto poco a casa e gli impegni non mi permettono di stare ore a leggere, se non nel weekend. In più amo dormire e non riesco a stare sveglia fino a tardi 🙂

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Ovvio. Da cecata quale sono quasi mai riesco a vedere di che libro si tratta ma se sono con qualcuno con cui ho confidenza chiedo di sbirciare da parte mia!

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Aiuto, a questa domanda non saprei proprio cosa rispondere.. dovrei pensarci e ripensarci…

15) Perché ti piace leggere?

Leggo per distrarmi e non pensare alla vita reale, per entrare a far parte di un mondo che all’inizio è sconosciuto ma che poi ti appartiene. Leggo per conoscere nuove situazioni e trarne insegnamenti. Leggo per ridere da sola senza farmene un problema, per dimenticare tutto ciò che mi circonda. E poi leggo perchè quel momento è mio e solo mio, e senza la lettura non saprei di che altro vivere.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Leggo libri miei, quelli della biblioteca e quelli che mi prestano le amiche. Mi faccio pochi problemi.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Sono pochi in verità, perchè sono un po’ masochista. Ho abbandonato un libro di Susanna Tamaro molti anni fa. L’ultimo che non ho finito è Pessoa con “Si sta facendo sempre più tardi”

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

No, ma per il titolo si, anzi capita praticamente sempre.

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Einaudi: semplice e ordinata, bella carta e rilegatura maneggevole.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Prima li portavo in base al peso. Quelli più pesanti che non mi ci stavano in borsa li lasciavo a casa, li altri li mettevo in borsa. Da quando ho il kindle in spiaggia porto solo quello e così per tutte le altre location in cui il peso fa la differenza.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Mr. Vertigo di Paul Auster. Grazie a quel regalo (da parte di mia cugina) ho conosciuto questo autore.

22) Come scegli un libro da regalare?

Mi capita di sceglierlo in base ai miei gusti. Quello che ho amato di più in base alla persona a cui lo devo regalare. Lei legge molto? Faccio una lista dei libri che mi piacciono e scelgo in base a quello che secondo me potrebbe piacerle di più!

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

C’è una parte dedicata ai libri da leggere. Il resto è ordinato per autore. Sta terminando lo spazio e fra un po’ dovrò metterli dove capita, anche in base allo spessore.

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Le leggo, mi sembra di perdermi qualcosa se non lo faccio.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Le leggo sempre prima di avviarmi con la lettura del romanzo.

E ora chiunque si volesse unire a me e parlare di sè attraverso questo test aspetto volentieri di conoscere le risposte *-*

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Domeniche letterarie

Non posso più fare a meno delle mie domeniche di libri. Nelle mie domeniche letterarie trascorro il tempo a leggere libri differenti da quelli che leggo in settimana e mi rilasso in un modo così dolce e puro che non potrei sostituire con altro. La mia ultima domenica passata in compagnia di Michela Murgia, con il suo ultimo romanzo/racconto «L’incontro» l’assaporo ancora come se si fosse fermato il tempo.
Oggi è lunedì ma attendo con ansia che arrivi una nuova domenica.

Confusioni letterarie

 

 

Scrivo. Scrivo che scrivo. Mentalmente mi vedo scrivere che scrivo e posso anche vedermi vedere che scrivo. Mi ricordo che già scrivevo e anche che mi vedo scrivere che scrivevo. E mi vedo che ricordo che mi vedo scrivere e mi ricordo che mi vedo ricordare che scrivevo e scrivo vedendomi scrivere che ricordo di avermi visto scrivere che scrivevo. Posso anche immaginarmi che scrivo che già avevo scritto che mi sarei immaginato che scrivevo che avevo scritto che mi immaginavo che scrivevo che mi vedo scrivere che scrivo.

SALVADOR ELIZONDO, El Grafògrafo

 

Uno scrittore inventa i suoi personaggi, li crea a suo piacimento e poi li distrugge mettendoli uno contro l’altro.
Il protagonista di ieri diventa quello di oggi, la confusione delle varie storie è tale da apparire geniale.

– Questo è Mario Vargas Llosa. –

Il mio natale …

Non si tratta di essere romantici. È solo che amo il Natale.
Mi è sempre piaciuta la festa in sé, non per ricevere regali né perché si va in chiesa “fingendo” di essere contenti di non essere altrove.
Mi piace il natale perché inconsciamente mi aiuta a sentirmi migliore, mi spinge a comportarmi diversamente rispetto al solito.
È una festa in cui non mi sento di pensare a me, di trascorrere le giornate come voglio. Nel mese di dicembre esistono gli amici a cui fare il regalo, i famigliari con cui non discutere, gli auguri gratis.

Perché il regalo per un amico non è soltanto qualcosa di commerciale e ipocrita, ma significa pensare a quella persona, dedicarle del tempo, scegliere, girare, scambiare, vedersi in compagnia di una tazza di tè. È un ricordo che porterai quando cambierai casa o che ti farà pensare ad una persona lontana.
Il regalo è anche un legame.

Il natale per me è rivedere chi mi manca, non trattenere le lacrime (sentendosi stupide) dopo che l’amica che non vedi da soli due mesi viene a casa tua per salutarti, è uscire più spesso con la tua famiglia.

Talvolta si critica una festa perché la si pensa solo per il suo lato commerciale, ma per me non è così.
Mi rende felice fare gli auguri a chi mi conosce poco, ma con chi condivido una parte della mia vita, non mi pesa uscire in giro e sentire canzoni natalizie e sconosciuti con pacchetti tra le mani; adoro scambiare i regali, commercializzarmi un po’, sorridere più volte al giorno.

E non perché sono buonista.
Per me il natale è questo, e a tutti (anche se non vi conosco di persona) auguro di trascorrere delle feste ricche di serenità.

Eppure sentire …

“Scrivere è dimenticare.
La letteratura è il modo più piacevole di ignorare la vita.”

F. Pessoa

L’estate è finita, settembre quasi.

Io ho smesso di pensare, o meglio ho evitato di farlo. Ho avuto tanto tempo per me e non ho voluto sprecarlo in monologhi interiori che poi chissà se servono a qualcosa.
L’ho fatto di proposito, e quasi me ne vanto. Si, mi vanto della mia leggerezza, della mia non-voglia, di giornate trascorse a guardare in aria.
Ed erano anni che NON mi sentivo una diciannovenne.

… che poi è una data meramente simbolica, nient’altro …

Quando ho finito le scuole superiori, così come facevo ogni estate dopo la scuola, mi sentivo libera da tutto. Trascorrevo le serate a leggere in una terrazza di casa in cui non passava nessuno. Giravo per le stanze con la matita tra l’orecchio, sceglievo il libro del giorno e mi sedevo a leggere.
C’era ombra in quello spazio tutto mio, ombra e serenità.
Non uscivo molto [per scelta], non avevo un telefonino [e nemmeno gli altri], non avevo corteggiatori [e non mi importava].

In quelle estati pensavo soltanto a me, c’ero solo io.  Io e i miei sogni.

E scrivevo, molto.  Scrivevo delle mie paure, dei miei personaggi inventati. Scrivevo storie che erano nella mia testa, e mi addormentavo la notte con un unico pensiero.

Poi questi momenti sono finiti, velocemente.

Ho rincorso la vita, e lei ha rincorso me. Ho smesso di sognare senza accorgermene e tutto ha assunto una piega diversa.

Ho continuato a leggere pagine e pagine e lì mi sono persa, ho cambiato gusti letterari senza mai pentirmi o pensare al passato.
Ho avuto altre cose da fare, meritevoli si, ma anche no.
Ho studiato molto e rinunciato alle cose per me belle, senza curarmene. Non mi sono voluta molto bene, questo lo devo dire.
Sono successe tante cose e in questo momento elencarle non avrebbe molto senso.

Ecco perché ora mi sento nuovamente una diciannovenne. Adesso che ho finito di studiare [forse] sono tornata la Ele di prima.

Ora ho di nuovo 19 anni e mi aggrappo ai miei sogni con dolore.

Mi sveglio la mattina e mi aggrappo a quei sogni ritrovati e ho paura che se ne vadano un’altra volta senza spiegarmi il perché.  Li rincorro per tutte le ore della giornata pensando a come sarebbe bello se …… a quanto, a come fare, a cosa …..

Quest’estate ho letto con meno voracità del solito e ora capisco il perché. I libri non potevano farmi compagnia, mi davano dolore. E allora li ho mandati via, perché sono brava ad allontanare ciò che mi fa soffrire.
E se leggevo pensavo. Ma quest’estate non potevo permetterlo, dovevo scappare da me.

Ora le belle giornate al mare [peraltro molto piacevoli] sono passate, così come è passata quella spensieratezza che ho coltivato giorno dopo giorno a luglio e agosto.

Ora l’estate è finita, e settembre quasi.

Recupero il tempo perduto, e me lo prometto!

Non sono.

Non sono più una studentessa.
Ora non so cosa sono, ma questo è già un inizio.

La laurea è stata bellissima, meglio non poteva andare. Non avevo aspettative, ed è stato un bene, perché mi sono ritrovata immersa in una situazione che non avevo né previsto né sognato.

… che a sognare per poi star male non vale la pena, e se poi le cose non vanno come credi è una fregatura ….

Ho cercato con tutta me stessa di non programmare, mi piaceva così!

Mi piaceva arrivare al momento della discussione senza sapere cosa avrei fatto, detto, sentito. E sono contenta che [quasi] tutte le persone che amo facevano a gara per ricevere le mie attenzioni. La loro vicinanza è stata palpabile e mi sono sentita desiderata e voluta bene. Ho creduto fino all’ultimo che mi sarei emozionata, di malavoglia, e ho lottato fino all’ultimo per restare impassibile.
A volte è necessario.
Qualche piccolo dispiacere non è mancato, ma è passato in secondo piano rispetto a tutto il calore umano che ho percepito. Non mi sono mai sentita così festeggiata, giusto per far capire.

Poi sono trascorsi i giorni, e ho continuato a svegliarmi presto come sempre.
Avevo previsto vacanze, relax e grandi letture.
Avevo pensato a mille attimi solo per me.

Mi frulla per la testa solo il fatto che non sono più una studentessa. E ora che non so cosa sono difficilmente digerisco questo non essere.

È meglio che vada a “spolverare” i miei regali.

Immagino l’amore e ringrazio.

Dovete immaginarvi due che si amano … che si amano. E lui deve partire. Fa il marinaio. Parte per un lungo viaggio, in mare. Allora lei ricama con le sue mani un fazzoletto di seta … ci ricama sopra il suo nome.
–  June.

–  June. Lo ricama con un filo rosso. E pensa: lui lo porterà sempre con sé, e questo lo difenderà dai pericoli, dalla tempesta, dalle malattie …
–  Dai pesci grandi.
–  … dai pesci grandi.
–  Dai pesci banana.
–  … da tutto. Ne è convinta. Però non glielo dà subito, no. Prima lo porta nella chiesa del suo villaggio e al prete dice: me lo dovete benedire. Deve proteggere il mio amore, e voi lo dovete benedire. Così il prete lo posa lì, davanti a sé, si china un po’ e con un dito ci sopra una croce. Dice una croce. Riuscite a immaginarlo? Un gesto piccolissimo. Il fazzoletto, quel dito, la frase del prete, gli occhi di lei, che sorridono. Ce l’avete bene in mente?

A. Baricco, Oceano Mare

I ringraziamenti alle persone che amo erano d’obbligo, si.

….

I ringraziamenti finali vanno a tutta la mia famiglia, per avermi permesso di studiare con serenità, per essermi stata vicina con critiche e “applausi”, sempre con il cuore.

Un grazie a G. per avermi ascoltato ad ogni ora del giorno, per i consigli, gli incoraggiamenti e soprattutto perché senza di lui questo momento non avrebbe la stessa emozione.
E un grazie di gruppo alle mie più care amiche, C., S., M., L.C., M., D., perché anche se non hanno condiviso lo stesso percorso di studi mi sono state sempre affianco con comprensione e vero affetto.

Il mio ringraziamento speciale va a zietta per il suo bene incondizionato e puro, per le confidenze irraccontabili e perché lei nella mia vita è sempre stata presente e sempre lo sarà.

Concludo il mio lungo e mieloso elenco di grazie con qualche parola per la mia compagna di disavventure L., che ringrazio in maniera particolare per tutti gli anni universitari che  ho trascorsi insieme a lei.
… per le nostre insicurezze, per le battaglie perse e quelle vinte, per aver diviso ogni cosa …
Con la speranza e l’augurio di continuare un nuovo percorso di vita insieme, perché infondo, ormai è diventata la mia ombra.

Un grazie anche a me stessa, perché me lo merito!