# dei cambiamenti

É arrivato il momento di dare una svolta alla mia vita e soprattutto al mio blog.
In questo spazio non c’è più posto per questa parte di me, così emotiva e sensibile, a volte troppo aperta.

Il mio blog ha bisogno di freddezza e caparbietà, di un cambiamento.
Non so ancora cosa ne sarà di lui ma credo che ne valga assolutamente la pena!

# dei momenti NO.

La mente ti mente improvvisamente e le strade che c’erano ieri non sono più niente.

Oceano mare

 

Prima piangevo meno, difficilmente mi scendevano le lacrime. Poi, non so cosa è successo, non so cosa è scattato in me.
Ora capita che le lacrime scendono e mi sento ferita per parole che dovrebbero fortificarmi, farmi arrabbiare, non farmi sentire impotente.
Non so perché queste maledette lacrime scendono e aumentano con gli anni. Mi sfuocano gli occhi e mi fanno perdere il controllo. Si annebbia la mia forza, e poi mi sento peggio di prima.
Piangere non è combattere, è sentirsi nulli.

… con un cuore che batte sempre troppo forte, che crede nelle persone e le perdona, che ingenuamente sogna tempi migliori …

Eppure la gente mente quando dice che sbagliando si impara. Io non ho imparato niente.

Non sono.

Non sono più una studentessa.
Ora non so cosa sono, ma questo è già un inizio.

La laurea è stata bellissima, meglio non poteva andare. Non avevo aspettative, ed è stato un bene, perché mi sono ritrovata immersa in una situazione che non avevo né previsto né sognato.

… che a sognare per poi star male non vale la pena, e se poi le cose non vanno come credi è una fregatura ….

Ho cercato con tutta me stessa di non programmare, mi piaceva così!

Mi piaceva arrivare al momento della discussione senza sapere cosa avrei fatto, detto, sentito. E sono contenta che [quasi] tutte le persone che amo facevano a gara per ricevere le mie attenzioni. La loro vicinanza è stata palpabile e mi sono sentita desiderata e voluta bene. Ho creduto fino all’ultimo che mi sarei emozionata, di malavoglia, e ho lottato fino all’ultimo per restare impassibile.
A volte è necessario.
Qualche piccolo dispiacere non è mancato, ma è passato in secondo piano rispetto a tutto il calore umano che ho percepito. Non mi sono mai sentita così festeggiata, giusto per far capire.

Poi sono trascorsi i giorni, e ho continuato a svegliarmi presto come sempre.
Avevo previsto vacanze, relax e grandi letture.
Avevo pensato a mille attimi solo per me.

Mi frulla per la testa solo il fatto che non sono più una studentessa. E ora che non so cosa sono difficilmente digerisco questo non essere.

È meglio che vada a “spolverare” i miei regali.

Non consumare aria.

Non chiedete a un autore di canzoni che cosa ha pensato prima di scriverle. È proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nella sua opera.

Fabrizio De Andrè

Questo weekend sono stata al mare.
Sento il rossore sulla pelle, ma per il resto mi sembra che sia passato chissà quanto tempo.

Avevo bisogno di staccare la spina, e “non consumare aria”.

… perché sono sempre in movimento, e ne ho bisogno, e non riesco a stare ferma nemmeno mentre sono sul divano. e ogni minuto è un minuto perso  se non penso-elaboro-scrivo …

Avevo bisogno di stare al mare senza computer, fogli sparsi e matite consumate, con la mente allerta si, ma impotente e inerme alle azioni.
Il colore sulla pelle si è impossessato del mio umore, ma non mi preoccupo. Metto la crema, e quando passo davanti allo specchio do uno sguardo alle mie lentiggini. Sono sempre più evidenti, mah ….

Due giorni di riposo non mentale, un po’ per inaugurare un’estate diversa,  un po’ per togliere quel color “fantasma” che mi distingue.
E anche il primo bagno della stagione è stato illuminante: SO ANCORA GALLEGGIARE.

premi di consolazione.

… è facile gettare le colpe sempre sugli altri.

N. Ammaniti

È la scelta più semplice.
Istintiva forse, dettata da pochi meccanismi machiavellici.
O forse meditata, studiata a tavolino e portata avanti da un mix di cattivi sentimenti.

Ci sono delle situazioni in cui non puoi combattere anche volendo. Puoi stare a guardare il susseguirsi degli eventi, è già sufficiente.
E se riesci a stare calma e non pensare ogni momento della giornata a ” certe cose “, se non ti fai del male da sola è una fortuna enorme.
Non puoi prevenire gli eventi, né puoi aspettarti che le persone arriviste e scorrette vincano ad ogni costo.
Mi sembra di parlare di cose banali. Mi sembra di essere un’adolescente che racconta nel suo diario le pugnalate delle “amichette” gelose.

… che poi non ci si deve stupire di queste cose, né a trenta né a sessant’anni, perché l’invidia delle persone (vicine) non è un qualcosa che respiri e gestisci, ma ti prende alla sprovvista.
Ti sentirai sempre stupida, in ogni caso e in ogni tempo.

… perché è facile essere vigliacchi, fare le vittime, parlare alle spalle per metterti in cattiva luce.

E non è importante se hai la coscienza pulita, perché agli altri non gliene frega niente. Non ti verranno a chiedere che cosa è successo.

Certe pochezze non ti rendono più forte, non ti fanno sentire superiore, onesta, migliore.
Certe pochezze ti fanno sentire perdente.

pepepepepepe

Sento l’aria di carnevale e nonostante gli altri pensieri i pepepepepepe trovano spazio. Vorrei reprimere quest’emozione.
Non posso.
Ẻ come se quest’aria facesse parte di me.

… perché è sempre stato così. …. Perché a carnevale si respira qualcosa di magico che mi fa sognare.

Ed è triste veder i vestiti sulla sedia, ma non esserci il mio.
In casa non si parla d’altro, e sento ogni momento di come proseguono i preparativi.  Vedo le foto, i modelli, sento le nuove notizie, gli aggiornamenti su riunioni e litigi.
Io non faccio parte di niente di tutto questo.

E ricordo delle mie sfilate. Ẻ sempre stato bello, anche quando ritornavo a casa delusa. Ẻ sempre stata una sei giorni intensa di uscite e balli.
Tornare a casa con i piedi che ti fanno male per il tanto ballare, non sentire freddo MAI, non avere il tempo di mangiare.  E i tuoi genitori che accettano tutto e ridono con te se tuo fratello ritorna a casa ubriaco e sorridente.

I ricordi che ho del carnevale sono troppi per dimenticarli. Ogni anno è una storia a sé.
E la cosa che mi manca di più, oltre ai sei giorni di festa, è il pre-carnevale.

Ecco.

Pensare a quando sarò lì a guardarvi mentre vi divertite è da veri masochisti.
Si.

Ogni lasciata è persa.

Il 2010 è iniziato tra influenza, frenesia e ansia.
Sarà una dote innata quella di cacciarmi in situazioni complicate e all’ultimo respiro.
Non è colpa mia se devo fare mille cose e ne sento il peso … e correre da una parte all’altra per cercare di far tutto.
La mattina è faticoso svegliarmi perché sono sempre stanca. Eppure non dovrei lamentarmi. Anche se sento gli occhi che bruciano sono quasi arrivata al traguardo, e dovrei tacere.

Aspetto da molto un anno come questo.

… perché sarà un anno di sfide e rivincite … un anno di decisioni.

Il mio 2009 è stato essenziale e sorridente. Mi sono ricreduta sulle persone che mi circondano, e sono diventata cinica e indifferente verso chi lo ha meritato.
Mi sono stupita dei gesti spontanei e sentiti, delle coccole inaspettate e delle mie potenzialità. Più di ogni altra cosa mi sono stupita dei miei desideri nascosti e riemersi durante i mesi. Non è stato facile abbattere i pregiudizi verso me stessa, smascherarmi e vivermi.

… perché spesso si parla dei rapporti con gli altri, di ciò che si ha e di ciò che si perde.  Ẻ più facile.

Durante quest’anno è stato fondamentale pensare a me, al rapporto contrastante con le mie passioni e con i miei sogni, al rapporto con la mia voglia di fare. Ẻ stato un anno essenziale per scegliere in quale direzione andare.
Sono stati mesi di contrasto, perché è una fortuna destinata a pochi fare quel qualcosa che ti piace veramente.

In questo 2009 ho scoperto nuove realtà e le ho assaporate appieno. Ẻ stato come un anno di preparazione a una nuova fase della vita.

… un anno di amore sincero per te, e di poche lacrime …
… un anno di amore sincero per me, e di tante lacrime per quello che ho dovuto lasciare.