Saltellando qua e là ..

In questi giorni di ferie forzate “saltello” da un episodio all’altro della mia vita, penso a persone che ho conosciuto e frequentato poco, ma con cui ho vissuto anche pochi attimi di me.
È come se fosse arrivato il momento di fare i conti, non c’è scampo, non ci sono impegni che ci liberino dal pensare. E allora questi pensieri vengono fuori dal cilindro senza darsi un ordine logico, pretendono di essere presi in considerazione anche se non capiscono che di tutto ho bisogno ma non di certo di riflettere sulla mia vita.

Da venerdì ho tutto il tempo che voglio, tutte le ore delle giornate [ore interminabili] per mettere ordine nella mia testa.  Perché si sa che la routine quotidiana ti impedisce di fare voli psicologici su quello che eri/ sei diventata. Se lavori o studi trascorri la tua giornata tra i vari impegni e arrivi all’ora di cena che hai solo voglia di spalmarti sul divano per riposare un po’.
In questi giorni io sto soltanto riposando e non ho tempo per altro. Anche se ce l’avessi il tempo non potrei usarlo.

Ma io sapevo che dovevo fare questo intervento stupido e innocuo, non sapevo però che era una menzogna che fosse così stupido. La mia folle idiozia mi ha fatto credere che la ripresa sarebbe stata veloce, che avrei camminato dopo due giorni, che non avrei sofferto.
E anche se sono contenta di essere entrata in sala operatoria con il sorriso, anche se mi ha fatto piacere ricevere i complimenti dalle infermiere, ci sono dei momenti in cui non vorrei essere forte. In questi momenti vorrei essere abbracciata e smettere di sentire dolori.

E poi vorrei sorridere e sentirmi in colpa, perché ci sono dolori peggiori e interventi peggiori e io sono una ragazza fortunata.
Sono fortunata e amata da tutti e prima o poi mi riprenderò e potrò uscire a cercare le scarpe da mettere il giorno del matrimonio della mia migliore amica, potrò ballare fino allo sfinimento e incrociare le gambe da sentire ogni muscolo tirato.
E quando potrò fare tutto questo, mi ricorderò dei giorni di riflessione in cui ho ripreso in mano la mia vita, ho letto quanto volevo, scritto in ogni pezzo di carta che avevo vicino al divano, sentito amiche che non posso sentire sempre.

Questi momenti saranno soltanto una mia ricchezza, mia e solo mia, e tutte le lacrime che vorrei far scendere ora non resteranno nemmeno tra i ricordi, saranno lacrime mancate, un’occasione persa.

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