# delle proposte indecenti

Amici blogger, magari non vi importerà ma oggi scrivo per chiedervi aiuto.
Ricerco collaboratori per il mio sito internet che abbiano la passione di scrivere di argomenti di cui sono appassionati.

Il sito che gestisco non è altro che un contenitore di informazioni che offre un servizio a chi in internet va alla ricerca di notizie. Per creare un team funzionale cerco appassionati [anche occasionali] che si vogliano occupare di CINEMA, VIAGGI, ECONOMIA, ENOGASTRONOMIA.

Il portale ha varie categorie tematiche: libri, televisione, eventi e curiosità, ecc…

Guardate un po’ se vi piace: http://www.informe.it/

Che ne pensate?

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Il programma delle ferie

Oggi, ultimo giorno di lavoro, devo assolutamente fare un programma per i miei dieci giorni di ferie:

– dormire tanto e pensare poco;
– leggere almeno due nuovi libri;
– scrivere recensioni e testi validi;
– andare al mare per abbronzare un po’ questo colorito pallido;
– mangiare almeno due/tre volte la pizza;
– spalmarmi sul divano dalle 2 alle 3 ore al giorno;
– fare dieci minuti quotidiani di cyclette;
– NON comprare assolutamente niente.

Dal profondo del mio cuore sento che questa lista potrebbe aumentare …………………………………..

to be continued …

Tuffarsi in un folle gennaio

In questi mesi di silenzio ho passato il tempo libero a leggere.
Leggere nuovi autori, nuove parole.
Leggere più libri contemporaneamente.
Mischiare generi e copertine, sorrisi e lacrime per storie che d’ora in poi fanno parte di me.

Ho trascurato il blog senza pensare a quanto è bello scrivere un post, e anche se questi mesi sono stati piacevoli e sereni ora sento la mancanza della mia vita cibernetica.
Quando sono stata sul web ho cercato di capire come si fa questa complicata migrazione da un blog di splinder a wordpress .
Punto.

Poi ho aspettato che arrivasse natale con più emozione del solito, felice di sentire una nuova famiglia adorabile e tanta voglia di acquistare regali per tutti.  È stata una fine dell’anno ricca di sorprese e premi, di risparmi forzati aspettando i saldi, di ferie inaspettate e gradite. Una fine dell’anno meno fredda del solito, tra conferme che ti scaldano il cuore e i soliti dispiaceri che lo fanno impazzire.
… e pensierini che desideravi da tanto, visi felici di averti accontentato, risvegli più rilassanti del solito.

Poi è iniziato un folle gennaio. Sono arrivate le spese pazze dei saldi in cui mi sono tuffata come ho sempre sperato di fare, la soddisfazione di aver [quasi] ottenuto l’obiettivo economico che mi ero prefissata il giorno in cui ho iniziato a lavorare, la possibilità di nuovi viaggi in questo 2012.

 E date importanti da festeggiare, un contratto a tempo indeterminato da inaugurare…

Se dopo tutto questo riuscissi a stabilire nuovi obiettivi e nuove sfide con me stessa sarebbe più semplice realizzare i miei sogni. Che si sa che quando arriva il nuovo anno ci si inebria di buoni propositi e belle parole.  Perché  se la lista dei buoni propositi non la si fa a gennaio perderebbe tutto il suo empatico significato.

Sono quasi pronta per stilare l’elenco per il mio nuovo anno!

Prima tappa in Sicilia

Dopo tanta attesa è arrivato il giorno della mia partenza in Sicilia.
Ho aspettato anni prima di decidermi a fare il biglietto, volevo essere pronta io, ma soprattutto volevo che fosse pronto lui e la mia famiglia. Desideravo partire con leggerezza, senza pensare che c’era qualcuno scontento e preoccupato. E quando ho “chiesto” di partire e ho ricevuto un sorriso spontaneo ho capito che avevo scelto il momento giusto.

I dieci giorni in Sicilia sono stati meravigliosi, una delle vacanze più belle che abbia fatto. Sono partita sola, senza avere pensieri i giorni prima e con l’emozione di chi sta iniziando un nuovo percorso di vita.
È stato tutto troppo semplice, come piace a me.

… Il viaggio in aereo dopo mesi che non lo prendevo, la felicità di scoprire una terra sconosciuta alla quale sono comunque legata, la curiosità di assaporare un altro modo di vivere.

Mi sono lasciata andare e ho trattenuto per me le grandi emozioni.

Mi hanno accolto, coccolato, amato come una di loro; mi hanno dato emozioni che mai avevo ricevuto.
Io che detesto stare al centro dell’attenzione, che traggo riflessioni ascoltando gli altri mi sono ritrovata ad essere quotidianamente al centro dell’attenzione.

Guardata. Rivelata. Lusingata.

Sono rimasta molto sorpresa di sentire così tanto affetto nei miei confronti. Le mie abitudini sarde non mi hanno aiutato ad essere cortese come sono loro, ma me la sono cavata con la spontaneità e un po’ di sano autocontrollo.

Ho cercato di essere me stessa e di non far vedere a nessuno quello che ho provato nel capire quanto c’è di vero e di bello nella mia vita e nel rapporto che da tempo coltivo con amore.

I dieci giorni sono volati tra visite ai vari paesi, acquisti folli, attenzioni romantiche e regali di tacita approvazione.
Le tante emozioni non mi permettono di raccontare altro di questo viaggio:  è tutto troppo grande.
E ritornare alla mia solita vita è impensabile.

Mi sono sentita troppo amata, ecco!

Siracusa – Teatro Greco

Domenica di niente

Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo
poeta difenditi con ferocia
il tuo sguardo son cento sguardi
che ahimè ti hanno guardato tremando.

Alda Merini

Fra le tante cose che si possono fare durante la domenica io ho scelto di non fare niente. Si, perché più niente non riesco a fare.

Aspetto tutta la settimana che arrivi la domenica e mi riprometto sempre che non mi impigrirò. Leggerò “quel” libro che sta sullo scaffale da troppi mesi, riprenderò a scrivere sul mio primo blog [a cui continuo ad essere affezionata, a cui resto aggrappata come al mio passato], manderò una mail ad un’amica lontana, ricercherò nuovi siti di e-recruitment  [si, sto cercando un nuovo lavoro].
Mi riprometto di fare un’insieme di cose che poi puntualmente non faccio e quando la sera vorrei tornare indietro alle prime ore del mattino, ormai è troppo tardi: una nuova  [brutta] settimana mi aspetta.

La domenica è mia e solo mia.

Non ha uno schema predefinito, non c’è il collega a cui fare il sorriso di malavoglia [e ascoltare i suoi tremendi discorsi che non hanno un filo logico nella vita e nella mente di qualsiasi persona normale esista al mondo], né è presente la mia nuova vita ricca di cinismo tutt’attorno, d’incomprensioni, false attese e alienazione.
È una domenica in cui può starci dentro solo chi amo, solo chi si presenta a casa mia con delle rose senza un motivo preciso se non quello di farmi felice e strapparmi un sorriso vero.
In questa domenica, calda e raffreddata, non c’è posto per le cose materiali, non scrivo parole per qualche euro, non faccio una lista di quello che vorrei comprare durante il mese.

In questa giornata di niente c’è spazio per tutto quello di cui avevo bisogno per sentirmi più leggera!

Senza paglietta …

Spazio spazio io voglio, tanto spazio
       per dolcissima muovermi ferita;
voglio spazio per cantare crescere
       errare e saltare il fosso
       della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini 

 

Ieri sono stata al mare, era il mio sabato libero.
C’era così tanto vento che la paglietta cadeva e volava, dovevo stare attenta che nessuno la calpestasse.

Anni fa non amavo il mare, non so perché ma mi faceva sentire a disagio. Non aspettavo che arrivasse l’estate né riuscivo ad andare oltre le apparenze.

… perché andare al mare non significa abbronzarsi e tornare a casa più belle…

Con gli anni il mio sentimento è cambiato e ieri mi sono accorta che sarei voluta restare “lì” per sempre.

Isolata. Silenziosa. Libera

Perché ho scelto un roccia, soltanto un pezzettino, e sono rimasta lì. Ho preso un libro di poesie e ho iniziato a leggere a voce alta, come una bambina dispettosa, senza che mi importasse che qualcuno mi sentisse.

E il rumore delle onde trasportate dal vento, le gocce d’acqua che delicatamente hanno bagnato le pagine del libro erano un sollievo.
In quel momento non c’era nessun fastidio.
È diversa la mia vita ora, continuo ad apprezzare le piccole cose come un tempo, ma le amo in maniera differente, continuo a non essere capita ma ne importa sempre di meno. E tengo sospese le parole come se persone non le meritassero. E leggo tra le righe, ascolto suoni mai ascoltati, recupero il tempo perso: ho un conto in sospeso con il mio mare.